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VISIBILIA 3. William B. Kaupe, fondatore (1860 - 1939)

Fondatori & Benemeriti del Museo del Paesaggio

 

Villa L'Eremitaggio

Lungo la litoranea del Lago Maggiore tra Intra e Pallanza, si può ammirare la villa l’Eremitaggio di William B. Kaupe della quale  “...ne aveva costruito anche un modello in cartone” … e poi “costrutta con l’assistenza valida e intelligente dell’architetto Virginio Muzio di Milano” (“Verbania”, maggio 1909).
William B. Kaupe era un facoltoso cittadino americano di origine tedesca, viaggiatore e amante delle arti e fece costruire nel 1895 una delle più belle ville del lago Maggiore. La villa, situata sulla strada litoranea che conduce da Pallanza a Intra, fu edificata dove già si trovava una piccola dimora di proprietà del reverendo inglese William Eduard Armitage, vicario di Scotforth, Lancaster, erudito storico della chiesa:è suo il testo “Sketches of church and state in the first eight century”. Kaupe decise di costruire la lussuosa dimora mantenendo il nome onomatopeico di “Armitage - Ermitage” per sottolineare il suo desiderio di crearsi un luogo appartato lontano dai rumori del mondo. Affidò la progettazione completa all’architetto bergamasco Virginio Muzio  (1864 -1904) nella foto.

L'intero complesso risultò particolarmente interessante e straordinario per lo stile eclettico e per il giardino, organizzato su un pendio molto scosceso, con rose rampicanti, palme, rododendri, azalee, magnolie, esemplari di canfora, faggi rossi, conifere, oleandri e limoni, che si affiancano a statue del XVII secolo, fregi, parapetti in pietra e ferro battuto. La darsena e due porticcioli, furono progettati dallo stesso Kaupe nel 1899 che aveva anche l’abitudine di andare alla ricerca, tra rovine di case o castelli, di elementi decorativi che avrebbero arricchito il parco dandogli un aspetto magico e misterioso.

 La darsena 

Uno scorcio dal giardino
 

Molti medaglioni, fregi, pinnacoli, provenivano dall’abbandonato Palazzo Brignano -Visconti di Gera d’Adda (BG), ritenuto la dimora antica di Francesco Bernardino Visconti, ossia l’Innominato di manzoniana memoria. Una grande porta in legno, decorata da due putti, da un grappolo d’uva e da un tralcio di vite, arrivava invece da palazzo Moroni di Bergamo.

Francesco Bernardino Visconti

Palazzo Moroni, Bergamo

Si impegnò anche nella difesa di un edificio, una torre di avvistamento medioevale appartenuta ai Borromeo, posta sulle alture di Cavandone di Suna (Verbania) acquistandola nel 1910 dal banchiere Viani di Pallanza, ultimo proprietario. Aveva intenzione di restaurarla, ma poi durante la seconda guerra la alienò alla famiglia Cerini dei Visconti di Castegnate.

 

 

 La "Torraccia" di Cavandone prima del restauro

 

 

 

 

 

 

Cavandone, la "Torraccia" oggi

 

 

 

 

 

 Nel 1909 divenne uno dei soci fondatori del Museo del Paesaggio insieme al Dott. Marco De Marchi, Tullo Cantoni Mamiani Della Rovere, S.E. Principessa Teresa Colonna Caracciolo, Comm. Edoardo Saporiti, Cesare e Luciano Fantoli, con un impegno anche economico che prevedeva il versamento di trecento lire per almeno tre anni. L’8 marzo 1939 ai funerali celebrati a Pallanza secondo il rito evangelico cui seguì la cremazione, parteciparono numerose autorità locali, tra cui alcuni esponenti del consiglio del Museo del Paesaggio, il Podestà locale, i soci del Golf di Pallanza, la nipote Marie Larisch von Moennich e il Gemmingen. E’ sepolto nel cimitero di Pallanza. 

 

Marie Larisch von Moennich

 

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