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VISIBILIA 4. Principessa Teresa Caracciolo Colonna (1857-1935) fondatrice

Parte prima

Settembre 1914. Nelle sale del Museo del Paesaggio, Tè di beneficenza organizzato da Teresa Caracciolo ( nella foto al centro in primo piano) per sostenere il problema della disoccupazione invernale.

Teresa Caracciolo nacque a Napoli il 5 novembre 1855, figlia di Luigi Caracciolo, duca di San Teodoro e Sant’Arpino e dell’inglese Augusta Selina Locke. L’8 maggio  1875, a vent’anni, sposò Marcantonio Colonna principe di Paliano, assistente al soglio pontificio, dal quale avrà due figlie Isabella e Vittoria. I link seguenti inviano a due filmati relativi a Palazzo Colonna, residenza romana dei principi:

http://vimeo.com/40215421#t=108 
http://vimeo.com/45441088 http://vimeo.com/46031775


La principessa, scelse Pallanza come luogo di villeggiatura, vi arrivò nel marzo del 1911 e soggiornò fino al 1918 a Villa Maria oggi denominata “villa Ceretti”, situata sulla litoranea tra Intra e Pallanza.

Attiva e interessata alla vita sociale e culturale del centro lacustre, in maggio era già presente all’inaugurazione della mostra di Achille Tominetti che si teneva nel ridotto del Teatro Sociale di Pallanza, proposta dal “Museo del Verbano" poi diventato Museo del Paesaggio. Fu tra i fondatori di questo Ente, insieme al Dott. Marco De Marchi, Tullo Cantoni Mamiani Della Rovere, William B.Kaupe, Edoardo Saporiti, Cesare e Luciano Fantoli, come attesta la lapide in marmo, posta sulla sommità dello scalone di Palazzo Viani – Dugnani, divenuto dal 1914, sede di questa istituzione. Personalità complessa, inquieta e affascinante, per la sua appartenenza all’alta aristocrazia disponeva di una libertà e di un ingente patrimonio su cui poche donne potevano contare.
Ebbe una vita tormentata, alla quale non fu estraneo un infelice matrimonio che finì quando la principessa fu travolta da uno scandalo e allontanata per anni dalla nobiltà romana. Sembrano  cose d’altri tempi e di un mondo ormai scomparso, ma il dolore di certe situazioni è identico in ogni stagione. Quando si separarono, Isabella e Vittoria rimasero a palazzo Colonna e Teresa vide pochissimo le figlie… 

 

 

 

 

 

 

 

La figlia Vittoria (1880- 1954)

Si rifugiò a Pallanza, alla ricerca di una tranquillità che però non era nelle sue corde, cercando ristoro alla sua ansia nelle opere di beneficenza. Oltre al Museo del Paesaggio diede sostegno all’Ospedale Castelli di Pallanza, coprendo le spese per una nuova sala operatoria intitolata a un’illustre antenata, la poetessa Vittoria Colonna, all’asilo, all’orfanotrofio e alla Croce Rossa.
Appartenendo a una società cosmopolita, viveva spesso all’estero e aveva un forte legame anche familiare con l’inghilterra tanto da affidare al Times l’8 novembre del 1911 una riflessione sulla guerra italo - turca di Libia, esprimendo orrore per le atrocità commesse dagli italiani nei confronti degli indigeni. Questa dichiarazione indignò l’ex -marito che il 14 novembre dello stesso mese rispose dalle pagine del Giornale d’Italia: “Al Times è bene ricordare che Marcantonio Colonna a Lepanto, combatté da prode contro i turchi […] Uomini d’arme e d’azione i Colonna si distinsero sempre con coraggio, rettitudine e amore della Patria.”  Non erano quelli i tempi del pacifismo, tuttavia molti altri rifiutavano ideologicamente il conflitto come Leone Caetani, marito della figlia Vittoria che per le sue idee socialista veniva definito “il Principe turco.”

      Parte seconda                                                                       Vittoria Colonna

1,2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 1314, 15, 16, 17, 18 

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