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Giulio Branca

Nato a Cannobio nel 1850, Giulio Branca viene avviato all’arte a soli 11 anni dallo scultore cannobiese Bergonzoli, che lo porta con sè a Milano. In seguito si iscrive all’Accademia di Brera, dove frequenta la scuola del nudo e quella di scultura di Strazza.

Ottenuti i primi successi negli anni settanta (a Vienna nel 1873 e a Parigi nel 1878), nel 1880 si fa apprezzare dai due maggiori scultori del momento, Vela e Monteverde, con l’opera Rosamunda al banchetto di Alboino, ora conservata al Museo del Paesaggio.
La sua attività non conosce pause: lavora intensamente a Milano e in Lombardia, ma anche nel suo paese d’origine, per produrre monumenti commemorativi, sculture cimiteriali e busti-ritratto. Tra il 1897 e il 1900 è inoltre impegnato nei restauri del Duomo di Como. Muore nella sua casa milanese nel 1926.

Presso il Museo del Paesaggio sono conservate 22 opere di Giulio Branca, per la maggior parte lasciate al Museo stesso dagli eredi dello scultore.
Branca, che esordisce con uno stile neoclassico, si concentra poi sul filone della grande scultura romantica, sempre però con un’attenzione veristica, per giungere ad uno stile simbolista a sfondo sociale.


Opere dell'artista
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    Rosamunda al banchetto di Alboino

    Giulio Branca

    1878
    gesso, cm 128 x 75 x 74

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    L’addio dello spazzacamino

    Giulio Branca

    1898
    bronzo, cm 103 x 44 x 72

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    La Vergine di Nazareth

    Giulio Branca

    marmo di Candoglia, cm 52 x 25 x 45

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