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Guido Boggiani

Nato ad Omegna nel 1861 da una famiglia novarese di proprietari terrieri, sul Lago Maggiore – dove possiede una villa – conosce Filippo Carcano, caposcuola del paesaggio naturalistico lombardo, diventandone allievo.
Affermatosi giovanissimo ritraendo paesaggi del lago Maggiore o di località vicine, conosce a Roma Gabriele D’Annunzio, il quale lo introduce nella bella società romana e nei circoli artistico-letterari dei giovani talenti.
A 26 anni Guido Boggiani modifica radicalmente la propria esistenza: rinuncia ad un sicuro successo d’artista e si imbarca per il Sud America alla scoperta della tribù dei Caduvèi, spostando i suoi interessi artistici nel campo etnografico. Oltre a realizzare dipinti, durante questo viaggio egli produce una serie di schizzi a matita e china, alcuni ritratti, sugli usi, costumi, attività degli indigeni, e scrive il testo della sua opera principale: Viaggi di un artista nell’America Meridionale: i Caduvèi. In una seconda spedizione realizzerà anche ritratti fotografici di Indios.
Nel 1901 Boggiani parte per il Chaco settentrionale, alla ricerca di una tribù sconosciuta. Ha appena compiuto 40 anni e da quel viaggio non farà più ritorno.


Le cave di Baveno, 1881


Strada a Carciano, 1882


Bosco di castagni sopra Stresa, 1884

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