Sul piano operativo, il censimento del patrimonio ha compreso due fasi temporali di lavoro, una di indagine storico-bibliografica e archivistica e l’altra di indagine territoriale diretta, mediante la schedatura sintetica della singole entità censite, completando i campi descrittivi previsti dalle schede dell’ICCD del Ministero per il Beni e le Attività Culturali. In entrambe, l’individuazione dei toponimi giardino si è sviluppata sui territori provinciali e oggi è completata per sette delle otto province piemontesi, essendo in corso le indagini relative alla provincia di Torino.

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La “filosofia” del lavoro – quale eredità del pensiero di Antonio Massara fondatore cento anni or sono del Museo del Paesaggio - è quella di non assegnare gerarchie di valori alle entità individuate, nel convincimento che ogni bene culturale è legato al territorio in cui esso si trova e che il suo riconoscimento, per impostare correttamente la sua valorizzazione, deve avvenire mediante la lettura complessiva dei fattori culturali e storici che lo definiscono. Il lavoro dell’Archivio dei Giardini, che comprende anche la compilazione di un Atlante dei giardini del Piemonte e lo studio sui contenuti di una legge regionale specifica per i giardini, definisce i contorni di una parte importante del paesaggio piemontese e, approfondito e reso disponibile alle amministrazioni, consentirà l’impostazione di programmi di conservazione e valorizzazione.

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