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Carlo Fornara

Nato in una famiglia contadina a Prestinone, in Val Vigezzo, nel 1871, si iscrive alla locale Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, dove segue gli insegnamenti di Enrico Cavalli.
Nel 1891 partecipa alla Prima Triennale di Brera, dove vede le prime opere divisioniste, mentre dopo un viaggio in Francia (1894-95) si accosta al neoimpressionismo. Nel 1897 la giuria della Terza Triennale di Brera rifiuta il suo dipinto En plein Air, che viene invece giudicato positivamente da Segantini e da Pellizza.
Quindi entra a far parte del cenacolo milanese del mercante d’arte Alberto Grubicy, che lo inserisce in una serie di mostre e manifestazioni anche internazionali, ormai presentato come esponente del divisionismo “ideale” insieme a Previati. Il legame con la galleria Grubicy garantisce a Fornara la tranquillità economica e la possibilità di risiedere nell’amata Valle Vigezzo.
Quindi la sua pittura si evolve verso soluzioni post-impressioniste avvolgendosi spesso attorno a persistenze divisioniste, trattenute dall’uso della pennellata sottile e filiforme.
Dal 1922 si ritira nella casa di Prestinone, dove muore nel 1968.


I due noci, 1921 ca.

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