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Nardino Taddei. Opere 1994 - 2004

A cura di Fabrizio Parachini


dal 25 luglio al 13 settembre 2015

 LA MOSTRA

 A undici anni dalla scomparsa dell’artista, la mostra “Nardino Taddei – opere 1994 -2004”, ospitata dal Museo del Paesaggio nella sede di Casa Ceretti e patrocinata dalla Città di Verbania, presenta una serie di opere dell’ultimo decennio di produzione, per la maggior parte inedite, provenienti dalla sua collezione personale. Più che un tributo commemorativo, questa mostra vuole consentire la giusta riscoperta di un’artista di sicuro talento.

Nato a Pallanza nel 1938, Taddei dimostra un precoce interesse per l’arte, di cui approfondisce progressivamente la conoscenza, e che lo porta, in vari modi, alla pratica del disegno e della pittura. A 14 anni decide di seguire il fratello maggiore Antonio con il suo "Circo Taddei"; questa esperienza, oltre a insegnarli l'arte circense gli da la possibilità di percorrere tutta l’Italia conducendolo a Pesaro dove entra in contatto con la cerchia degli artisti e dei  vignettisti locali con i quali stringe un intenso rapporto che sarà  fondamentale per la sua formazione d’artista.
Tornato a Verbania nel 1954, decide di studiare pittura con l’artista locale Giovanni Melloni. Tra le poche mostre documentate risulta una personale nel 1995 presso la Studio Rodari – Spirale Arte Piemonte di Verbania, dal titolo “Alla Ricerca dell’Assoluto”.
Nardino Taddei ha sempre lavorato nelle sue terre natali, quelle del Lago Maggiore, riscuotendo notevole consenso presso i collezionisti italiani e soprattutto quelli svizzeri e tedeschi che in questi luoghi soggiornavano. Muore il 26 febbraio 2004 per un’infezione conseguente a trapianto cardiaco.


Come sottolineato da Fabrizio Parachini, curatore della mostra: Le opere di Nardino Taddei esposte in questa mostra sono state realizzate, come testimonia la moglie Teresa, dal 1994 al 2004. Sono tutte rigorosamente senza titolo, senza data, non firmate di medie e grandi dimensioni. E questi dati sono già un’importate indizio per pensare, preliminarmente, al lavoro dell’artista come una creazione continua di immagini, concrete sia ben inteso nella loro corporeità, prodotte per andare a aggiungersi alle mille altre immagini del mondo e della storia dell’arte con cui dialogare, intrecciarsi, scontrarsi anche. (…) Per opere costruite in un tale modo, ovvero per accostamenti o sostituzioni di frammenti di immagini, scritte e campi di colore, non ha senso parlare di finitezza o incompiutezza. In prospettiva ogni opera può essere considerata finita ma potrebbe anche accogliere altri frammenti e altri colori in un continuo presente evocato o invocato come un flusso senza tempo.(…) Nardino Taddei ci parla sempre di esseri umani, visti sia nella loro identità corporee, il soggetto “figura”, sia attraverso le emozioni, le sensazioni e i vissuti di cui questi sono portatori. Le impressioni di fronte a un paesaggio si assommano alla percezione dei fatti e dei mali del mondo trasformati in icone visuali, alle domande sulla vita che si trasformano in fumetti, all’interrogarsi sulla propria arte e tutto questo non può che passare attraverso “l’esperienza del corpo”, proprio e altrui.


Casa Elide Ceretti , Via Roma, 42 Verbania- Intra
Inaugurazione 25 luglio 2015.

Da mercoledì a venerdì dalle 16 alle 19. Sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Fino al 13 settembre 2015. Ingresso libero

 


 

2015

LandScapes - Dialoghi intorno alla terra

A cura di Guido Curto

14 Giugno - 1 Novembre

LA MOSTRA

Nei fascinosi spazi espositivi di Villa Giulia a Verbania Pallanza, il Museo del Paesaggio di Verbania presenta LandScapes - Dialoghi intorno alla terra, mostra tematica a cura di Guido Curto e in collaborazione con l'Associazione Asilo Bianco di Ameno, che propone uno stringente confronto iconografico tra 24 dipinti ottocenteschi della collezione del Museo del Paesaggio e della Collezione Poscio di Domodossola, con altrettante opere realizzate da 15 affermati artisti italiani contemporanei che utilizzano svariate tecniche espressive, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all'installazioni: Mario Airò, Maura Banfo, Marco Cingolani, Giuliana Cunéaz, Elisabetta di Maggio, Daniele Galliano, Piero Gilardi, Jonathan Guaitamacchi, Luigi Mainolfi, Andrea Massaioli, Pierluigi Pusole, Giorgio Ramella, Salvo, Elisa Sighicelli, Laura Viale.

In occasione della mostra sarà eccezionalmente esposto, nella sala conferenze di Villa Giulia, l'immenso dipinto ad olio di Arnaldo Ferraguri Alla Vanga (una tela larga metri 6,80 e alta m. 2,80) proveniente dal Museo del Paesaggio di Verbania.

La mostra ha l'obiettivo di far conoscere e apprezzare dal pubblico, quegli artisti che s'ispirano alla Natura e al paesaggio, alla bellezza dei luoghi e in molti casi specificatamente del Lago Maggiore, nonchè degli altri laghi circorstanti, quello d'Orta in primis. Mettendo in risalto l'attualità di questo "genere" iconografico proprio grazie un confronto iconografico tra passato e presente, tra la pittura ottocentesca, dapprima romantica, poi realista - vedi Alla Vanga - poi impressionista e post-impressionista, con le opere di 15 artisti d'oggi che vivono e lavorano sul Territorio, tra Piemonte e Lombardia, pur avendo tutti una notorietà nazionale e anche internazionale. Nasce da qui la scelta del titolo in inglese, LandScapes, declinato al plurale, per sottolineare il fatto che questa mostra vuol essere aperta e apprezzata anche da un pubblico internazionale, proprio mettendo in risalto l'esistenza di tante diverse seducenti Visioni, "Scapes", della nostra Terra, "Land".

LandScapes si colloca come parte di un grande progetto intitolato "Giardini del Lago Maggiore: tradizione, cultura, innovazione", sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 11 alle 19.

Ingresso € 5, ridotto € 3. 

EVENTI COLLATERALI

4 luglio 2015 ore 16.30 - Museo Tornielli di Ameno: Presentazione del catalogo

26 settembre 2015 ore 17.30  - Villa Giulia Pallanza: Architetture di giardini con Michael Jakob                                                     

  


 


 

L'agricoltore devoto

29 Marzo - 6 Settembre

Aperta dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 19:00
Ingresso: Intero: 2 € - Ridotto under 25, over 65, Amici del Museo e gruppi di più di 5 persone: 1 €
Palazzo Biumi – Salita Biumi, 6
Verbania Pallanza

LA MOSTRA
Il lavoro nei campi e nelle stalle, la vita in famiglia, i pericoli, la protezione del cielo, le grazie ricevute, narrati attraverso gli ex voto dipinti della collezione Cefis. Gli animali sono la ricchezza. Ma gli animali si ammalano, gli animali sono in pericolo, e con loro il pane quotidiano per la famiglia. Il carro, il calesse, il trattore, essenziali per il lavoro, ma sempre difficili da governare, pericolosi… Il lavoro: la fienagione, l’irrigazione, la vendemmia... La ricchezza soggetta ai capricci dei tempo che solo Dio sa governare. La casa, gli animali, il raccolto, la corte, il pozzo, i bambini… Su tutto veglia una Madonna, vegliano i santi dell’agricoltore: Sant’Isidoro, Sant’Eurosia, San Fermo, San Luguccione….

L’ex-voto è un ringraziamento diretto, il racconto senza mediazioni gerarchiche di un incontro tra la vita quotidiana e il divino, una testimonianza di verità raccontata a tutti e quasi sempre esposta all’apprezzamento e al monito dei fedeli nel santuario o nella chiesa più importante per la comunità. Si narrano le storie, le disgrazie e le grazie della vita attraverso gli ex-voto appartenenti alla collezione Cefis, ma anche attraverso la riproduzione in scala di una tipica corte contadina (*), le preghiere, le invocazioni, i santini e gli oggetti della vita materiale.

LA COLLEZIONE CEFIS
La raccolta di ex-voto dipinti è stata donata al Museo del Paesaggio nel 1996 dal collezionista Eugenio Cefis. La collezione, di rilievo internazionale per quantità e specificità, comprende 5.023 ex-voto realizzati tra il Cinquecento e il Novecento, provenienti da tutte le regioni italiane, ma in particolar modo da santuari piemontesi e lombardi; da segnalare anche un nutrito gruppo di ex-voto provenienti dal Messico.

IL RIALLESTIMENTO DEL MUSEO DELLA RELIGIOSITA' POPOLARE
Il Museo del Paesaggio di Verbania sta profondendo un grande impegno per riprendere  il suo cammino e per tornare a essere il Museo del territorio, luogo di incontro, di studio, di elaborazione culturale, e attrazione turistica.
In attesa di riaprire Palazzo Viani, in Ruga, in corso di ristrutturazione, si è proceduto alla prima fase del rinnovamento di Palazzo Biumi, che sarà dedicato interamente alla religiosità popolare. Abbiamo tolto gli ex-voto dalle cantine e abbiamo costruito un’esposizione aperta a tutti; stiamo mettendo sul web il catalogo; riallestiremo il piano terra facendone un centro di informazione e di racconto sui Sacri Monti e sui Santuari del territorio. Ridiamo alla città e al territorio le sue meravigliose ricchezze.

CI VEDIAMO A MILANO
In autunno a Milano si terrà un’altra mostra, realizzata con i reperti di un’altra collezione appartenente a Eugenio Cefis. Si chiamerà Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Sarà il proseguimento ideale de L’agricoltore devoto.
Ricordatevi di cercarla sul sito www.pergraziericevute.it.

(*) Il modello della corte è realizzato dal Gruppo artistico presepisti ‘Stella Cometa’ di Oleggio.

 
 
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