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re-FLOW VR




Sabato 19 febbraio
10.00-18.00
Domenica 20 febbraio
10.00-18.00
Adulti
5 €
-12 / +65
3 €


0323.557116 - 0323.502254
prenotazioni@museodelpaesaggio.it



Il Museo ospita un’installazione alla quale il pubblico è invitato a prendere parte direttamente indossando un visore di Realtà Virtuale. La partecipazione è possibile solo su prenotazione (costo compreso nel prezzo del biglietto di ingresso al Museo). E’ possibile prenotare inviando una mail a prenotazioni@museodelpaesaggio.it indicando una fascia oraria indicativa di interesse. Sono disponibili due posti per volta con due accessi l’ora (ai minuti .00 .30), nell’orario di apertura del Museo 10.00-18.00.

L’installazione re-FLOW VR, arriva al Museo del Paesaggio di Verbania, sabato 19 e domenica 20 febbraio,  nell’ambito della programmazione di onLive 2022, progetto ideato da Piemonte dal Vivo, in collaborazione con Digital Hangar e con la direzione scientifica di Simone Arcagni, 

Opera coreografica transmediale, re–FLOW, esplora il corpo in stato di emergenza e la sua correlazione con le nuove tecnologie. Quasi un invito a prendere parte in un gioco che coinvolge a vari livelli il coreografo, i designer, le nuove tecnologie e il pubblico. Un percorso che invita il pubblico ad esplorare la coreografia, prima destrutturata e poi ricomposta attraverso medium diversi in ambienti immersivi e paesaggi sonori sintetici realizzati in 3D.

re-FLOW VR è opera originale che prosegue il cammino della performance di lunga durata del 2019 ma, allo stesso tempo, non ne trattiene niente se non “ribadirne” le tematiche: i flussi migratori, il viaggio lo stato di emergenza e sotto scacco del corpo, prigioniero e in pericolo, condizione che con la pandemia ha evidenziato quanto siamo geograficamente, fisicamente e politicamente a rischio. Un’esperienza partecipativa in realtà virtuale, VR appunto, per tre spettatori alla volta, che utilizza la tecnologia Oculus Quest 2, il sistema VR all-in-one più nuovo e avanzato attualmente in circolazione, che permette di tenere traccia dei movimenti della testa dello spettatore e riadatta le immagini conformemente ai movimenti registrati. La sensazione, quindi, è quella di guardare ad un mondo tridimensionale molto realistico. Per rendere l’esperienza il più reale possibile, vengono usate varie tecnologie, come l’head tracking, cioè il tracciamento del capo. Tramite questa tecnologia, il visore rileva la direzione e i movimenti della testa dell’utente che indossa il visore VR per determinare la scena da fargli visualizzare.

Lo sviluppo di re-FLOW VR parte da alcune domande/risposte che si pone la coreografa: cosa siamo noi? Animali intangibili? Lottiamo. Fuggiamo. Osiamo. La risata e l’urlo, il respiro affannoso, l’inquietante vigilanza. Cos’è tutto questo? C’è un’uscita definitiva dal vortice di una tragedia?

Esplorando il corpo in stato di emergenza, la coreografa insieme al VR digital artist Andrej Boleslavský, al visual artist e digital creator Constantine Nisidis, al sound designer Lambros Pigounis e al digital artist e sound programmer: Yannis Kranidiotis, invitano il pubblico a un viaggio virtuale poetico e imprevedibile attraverso il nostro emisfero, da sud-est a nord-ovest.

«I partecipanti non assistono ad una danza. Al contrario – precisa Chrysanti Badeka – navigando loro stessi in uno spazio virtuale dinamico, si muovono liberamente nello spazio fisico, partecipando inconsciamente ad una coreografia sociale. Le loro decisioni personali, come entrare o uscire dai portali, attivano un viaggio imprevedibile, che spazia da un paesaggio innevato ad un deserto arido.

L’obiettivo principale del lavoro è quello di espandere la coreografia, proponendo la danza quale esperienza vissuta e non un prodotto da fruire tramite i visori VR. Usando la realtà virtuale come strumento espressivo aggiuntivo per la danza e composizione, re-FLOW VR invita il pubblico ad un’esperienza coinvolgente, che sfida i corpi degli utenti di realtà virtuale e stimola le loro menti. Non si tratta di combinazioni di movimenti o imitazioni per il puro gusto estetico, ma di arrivare a percepire la danza, in un contesto sociale, come atto di un’esperienza collettiva che apre a un dibattito sociale e politico».

Chrysanthi Badeka è coreografa, videographer, danzatrice, montatrice video, direttore artistico di MØZ e Project Manager di mAPs – Migrating Artists Project in Grecia. Dopo la laurea in danza, ha conseguito il suo M.F.A alla Tisch School of the Arts della New York University, concentrandosi sulla coreografia per la macchina da presa, con borse di studio della State Scholarship Foundation e NYU. Tornata in Grecia, per 10 anni consecutivi, si è dedicata alla promozione e sviluppo della videodanza, co-dirigendo AVDP – International Dance Film Festival (2010-2020). Dal 2009 ha condotto oltre 35 seminari di videodanza in Grecia e all’estero. Come artista multidisciplinare, la sua ricerca sulla danza e sulla composizione si incontrano in una cornice transmediale, che fonde il corpo umano e le sue potenzialità con le nuove tecnologie.

INFO

BIGLIETTERIA – Performance compresa nel biglietto di ingresso al museo

Centro Studi del Paesaggio

Visita il sito del Centro Studi del Paesaggio

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